245 - Claude MONET: La pie

In quest’opera in cui si vede una semplice gazza in un paesaggio invernale con qualche tocco e pochissimi colori, il maestro della luce restituisce tutta la magia dell'inverno.

È durante l'inverno del 1868 che, approfittando di un soggiorno vicino ad Etretat, nella regione di Caux, Claude Monet, che allora aveva solo 28 anni, realizza questo capolavoro d’equilibrio pittorico.

Uno studio approfondito del dipinto permette di intravedere sulla tela un primo schizzo di un'altra opera, cosa che ha permesso all'esperto Wildenstein di datare con estrema precisione La Pie. In effetti, in una lettera indi rizzata a Bazille, mentre si trova ad Etretat, Monet chiede al suo amico di spedirgli una “tela da 60, che ha già uno schizzo ma che spero di riutilizzare”. Le dimensioni corrispondono a quelle de La Pie, e il riutilizzo di una tela spiegherebbe il formato non comune per un paesaggio.
Il pittore, sempre attento al gioco dei contrasti, lavora qui con l'ombra e la luce utilizzando una gamma di colori ridotta al minimo: bianco, nero, marrone e blu. È un esercizio rischioso, che Monet risolve esprimendo le differenti densità della neve con l'inserimento più o meno forte di colori nel bianco conferendo all'insieme una luminosità eccezionale.

La sensazione di quiete che emana da questo dipinto non dipende solo dalla gamma cromatica ma anche dal rigore della composizione con il muretto che divide la tela in due parti orizzontali uguali: al di sotto il campo di neve e l'ombra, sopra la casa e il cielo. Questa orizzontalità è controbilanciata dalla verticalità degli alberi, e solo la gazza rimane decentrata, come per rompere un equilibrio troppo perfetto.

”Passeggio attraverso la campagna, che è molto bella qui”, scrive ancora Manet al suo amico Bazille, “e che trovo più piacevole d'inverno che d'estate...”.

La Pie, capolavoro di paesaggio invernale, fu rifiutata all'Esposizione dalla giuria del Salon del 1869 perché ritenuta troppo innovatrice, ma fu proprio con questa tela, dipinta cinque anni prima della nascita ufficiale dell'impressionismo, che Monet si propose come capofila del movimento.

Acquistata dal collezionista Calander, la tela fu riscattata dal mercante d'arte Durand-Ruel, per poi passare nel 1957 alla società Guerlain. Nel 1984 divenne di proprietà del museo d'Orsay.

Claude Monet è uno dei pittori impressionisti più quotati nelle aste internazionali, e anche se i dipinti più quotati sono quelli appartenenti alla serie delle Ninfee, un dipinto della serie dei covoni è stato venduto nel giugno del 2002 per circa 15 milioni di €.

(ultimo aggiornamento 27/02/2005)