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La grande rivoluzione tecnica dell'impressionismo, la grande specificitÓ del suo linguaggio pittorico, risiede sopratutto nell'importanza data al colore e alla luce.

Il colore e la luce sono gli elementi base della visione. L'uomo prima percepisce per mezzo degli occhi luce e colore e, solo in seguito li elabora mentalmente per dar loro forma e collocarli nella giusta posizione spaziale. Infatti, quasi tutta l'esperienza pittorica del mondo occidentale si Ŕ sempre basata sulla rappresentazione di forme nello spazio. La rivoluzione impressionista, il rinnovamento della tecnica pittorica iniziata da Manet, parte proprio dalla scelta consapevole di rappresentare soltanto la realtÓ sensibile, quella realtÓ che cade direttamente sotto i nostri sensi, e non quella alterata dalla nostra elaborazione mentale.

Questa scelta fu certamente influenzata anche dalle scoperte scientifiche di quegli anni, e in particolare dalla comprensione del meccanismo della visione e della percezione dei colori e della luce. L'occhio umano ha sulla retina recettori che sono sensibili sopratutto a tre colori: il rosso, il verde ed il blu. La diversa stimolazione di questi recettori produce la visione dei diversi colori, ad esempio una stimolazione simultanea di tutti e tre i tipi di ricettori con tre sorgenti luminose pure rossa, verde e blu, da la sensazione di vedere una luce bianca. Questo meccanismo viene detto di sintesi additiva, in quanto la visione di un colore e data dalla somma delle stimolazioni dei recettori provocate dai colori fondamentali.

Il colore che noi percepiamo negli oggetti, Ŕ dato dalla luce che questi riflettono. Un oggetto di colore verde riflette soltanto la luce verde mentre assorbe quelle di colore rosso e blu. In pratica ogni oggetto riceve onde luminose dei tre colori fondamentali e ne assorbe alcune, in modo pi¨ o meno marcato, riflettendo le altre. Una tela bianca riflette tutte le onde luminose, i colori che l'artista stende sulla tela invece ne assorbono alcuni. In pratica i colori sono dei filtri. Cosý, sovrapponendo pi¨ colori, si ottiene l'assorbimento di vari colorazioni fino a giungere al nero, quando tutte le onde luminose vengono assorbite. I colori stesi su una tela agiscono cioŔ in maniera sottrattiva: pi¨ colori si mischiamo e si aggiungono meno luce viene riflessa Ŕ pi¨ scura appare l'immagine. Gli impressionisti, cercarono nelle loro opere di ridurre al minimo la luce assorbita in modo da dar loro la stessa intensitÓ visiva che si ottiene dalla percezione diretta della realtÓ.

Per ottenere quanto sopra essi adottarono le seguenti tecniche:
 
Ě utilizzo di cori puri,
 
Ě non distribuire i colori per realizzare i chiaroscuri, del tutto assenti,
 
Ě accostare colori complementari, ad esempio il magenta al verde o il giallo al blu, per esaltare la sensazione di luminositÓ,
 
Ě colorare anche le ombre.

Pur utilizzando le stesse tecniche, i pittori impressionisti le utilizzarono in due modi fondamentalmente diversi. Alcuni, tra i quali Monet, si proposero di ottenere sensazioni visive pure, senza preoccuparsi delle forme che possono produrre tali sensazione ottiche: nelle loro tele gli oggetti sono realizzati usando il solo colore, senza contorni definiti. Altri, tra i quali CÚzanne e Degas, utilizzarono la tecnica impressionista per proporre la visione di forme inserite in uno spazio. Ad esempio Monet fa evaporare le forme dissolvendole nella luce, CÚzanne e Degas le ricostruiscono le utilizzando soltanto luce e colore.
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ultimo aggiornamento 25/09/05)